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Pratomagno 2026

Domenica 31 Maggio 2026 Camminando a Quercegrossa e Natura Senza Barriere di Federtrek Da qualche anno abbiamo deciso di aderire a questa manifestazione nazionale, dedicata all'escursionismo condiviso e all'inclusione sociale, cercando di coinvolgere i nostri soci e soprattutto altri soggetti del mondo dell'associazionismo senese. Quest'anno abbiamo trovato nell'associazione Le Bollicine un complice perfetto, un gruppo molto unito e pieno di energia. Potrei dilungarmi nel descrivere le persone che ho conosciuto in questo gruppo, ma se ci si dilunga si crea come una cortina di fumo che un po' confonde. Quindi mi fermerò a queste due caratteristiche, sorvolando volutamente sullo scopo principale della loro associazione che ciascuno di loro vive intimamente e allo stesso tempo coralmente in modo molto naturale. Quando ci siamo sentiti con Marco P., il mio contatto delle Bollicine, per parlare di come potevamo organizzare questa giornata abbiamo pensato subito ad un...

Esitando

Esitando Sono da poco passate le 9.00 quando il gruppo di camminatori s’avvia deciso con chiacchiera d’ordinanza e ticchettio di bastoncini al seguito. Pochi passi più avanti, un altolà interrompe l’allegra processione: la guida, fatta una opportuna considerazione sul senso in cui percorrere l’anello che ci attende, ordina il dietrofront. La direzione si inverte, le chiacchiere e il ticchettio riprendono più vivaci di prima. Giusto il tempo di fare pochi passi però che il gruppo si ferma ancora: questa volta la guida, come un moderno arbitro, avvertito che qualcosa non va e sentito il parere della tecnologia, indirizza il gruppo verso la terza e definitiva via. Se hai un dubbio, sembra dire la guida, non temere; piuttosto, serenamente, esita. Via via che risaliamo i fianchi del colle posto a guardia di Badia a Ruoti il mio sguardo può spaziare sempre più lontano. L’orizzonte è tratteggiato da luoghi i cui nomi mi sono ormai abbastanza familiari, ma che oggi osservo da una diversa prosp...

Destinazione "Gran” Paradiso

“Io mi prenderò il mio posto e tu seduta lì al mio fianco mi dirai, destinazione Paradiso. Paradiso Città” Per la Religione Cattolica il Paradiso è la felicità suprema e definitiva, e allora liberate la fantasia, scatenate l’immaginazione e provate a pensare a cosa potrà essere mai, il Gran Paradiso!?!   E’ un luogo dove, a conferma del nome, le dimensioni e le quantità hanno un senso, dove è naturale incontrare la serenità e la felicità. No, non quella suprema e definitiva, ma certamente ci andiamo vicini. E’ un luogo dove sono grandi le maestose montagne, immensi gli spazi aperti, tanto da darti il capogiro, infinite le verdi foreste di larici e abeti. Un luogo che ti costringe a confrontarti con la Natura, dove l’umanità umilmente deve adeguarsi alla grandezza e alla sua, superiore, potenza, alle spietate regole della Montagna.   “… la Montagna è superiore. Più tu sali, più è superiore” cit. Tutta colpa del Paradiso di Francesco Nuti   Un passo dietro l’altro, il Gran...

Il tappeto magico

È domenica mattina e sono le 8.30, perfetta definizione di "né presto né tardi", una specie di terra di nessuno tra le lancette dell'orologio. Parcheggio lo scooter davanti alla pieve di San Donato in Poggio, mi sfilo il casco e mi godo in tutta tranquillità quel particolare tipo di leggerezza che solo il giungere un po' in anticipo sa regalarti.  Il mio sguardo spazia tra olivi gravidi e vigneti che ricordano greggi appena tosati. L'aria è dolce e frizzante insieme. Le stagioni non si avvicendano nel tal giorno come ci dicono a scuola, ma si prendono il loro tempo - le cose da fare sono tante e vanno fatte per bene - e durante questo tempo regnano insieme, come raccontano bene  le fragranze che respiro in questo preciso momento.  D'un tratto, il cielo dietro la pieve s'infittisce di nuvoloni scuri e minacciosi. Ci sarebbe quasi da aver paura se non fossero così belli; loro probabilmente non lo sanno, ma paiono proprio usciti da un quadro del Giorgione. S...

Undici autori in cerca di personaggi sul sentiero ...

Una finestra incantevole sul Chianti, il filtro della luce del tramonto a smussare tutti gli spigoli (anche quelli di dentro) ed il vetro trasparente dei calici: è stata questa la cornice dell’esibizione, appassionata e naif, di un gruppo di dilettanti. Lo scorso ottobre, Andrea Fabbri (un milanese pazzo che ha mollato ribalta tecnologica e successo metropolitano, per venire a vivere nella campagna toscana) ha coinvolto alcuni volenterosi del Gruppo di Trekking Camminando a Quercegrossa in un esperimento di condivisione e scoperta di sé. Undici sagome anonime, che fino ad allora si erano soltanto incrociate nei sentieri, hanno preso reciprocamente rilievo: i contorni di ognuno di noi sono schizzati in una dimensione tridimensionale, che ci ha stupito.   “Ma guarda Andrea T.: com’è intenso …”  “Magnifica quell’ironia sorniona di Barbara!”  “La maschera di Giuseppe è straordinaria ...!”  “Lorenza è vulcanica: ma come fa??”  “Monica: che classe … e che fa...

La formula magica

Poche parole oggi, una semplice considerazione che, come spesso avviene per certe esperienze dirette, tende a farsi, non senza una certa pacata ma ferma presunzione, consiglio per il prossimo. Sei un accompagnatore? Hai in mente di organizzare un'escursione ma hai paura che il solleone e il dislivello si alleino per remarti contro e facciano tentennare anche i soci più motivati? Non temere. Devi solo tenere conto di una formula, tanto semplice quanto efficace. Te la passo volentieri: non importa quanto grande sia la somma dei due addendi a destra, tu devi solo garantire che il prodotto a sinistra sia maggiore e il gioco è fatto!  Oggi ha funzionato, eccome se ha funzionato! AF  

Primavera

Stringo i lacci delle scarpe, mi alzo, faccio qualche passo per sentire se sono “uguali”. No, non sono proprio “uguali”, la destra è più molle. Mi fermo e la stringo di nuovo, un pochino di più questa volta. Altri tre passi: ora sì che vanno bene. Tocca ai bastoncini ora. Allungare i bastoncini “uguali” è un’operazione decisamente più semplice, ci sono sopra le misure stampate in chiaro, non si può sbagliare. Ciò nonostante, li affianco e verifico, così, giusto per essere sicuro. Mentre le mie ottuse misurazioni procedono minuziose come sempre il parcheggio si riempie un poco alla volta. Dalle auto scendono visi noti e meno noti; tutti sfoderano l’inconfondibile sorriso del camminatore alla partenza. Come la luce, il sorriso del camminatore alla partenza è un insieme di vari colori: dentro c’è la quieta trepidazione per la passeggiata, specie se il percorso è nuovo, ci sono gli aromi della colazione che, ancora in circolo, alimentano il buon umore, c’è la lieta sorpresa di scorgere qua...

Un'impronta sull’Oceano

Cosa può restare mai di un breve viaggio! Se le nuove tecnologie non ci avessero portato via le diapositive, avremmo potuto, al caldo del fuoco di un camino, tra una castagna e l’altra, riguardare le immagini di questi intensi giorni in Portogallo… La scelta più difficile, che ci avrebbe preso tempo, che ci avrebbe fatto, magari, anche discutere… sarebbe stata su quali... Già quali sono gli scatti giusti per trasmettere a chi non c’era quello che i nostri occhi hanno visto. Ma anche per noi, per rivedere e ricordare, cosa mettiamo nella scaletta, per provare quello struggimento che loro chiamano “Saudade”…?  La GENTILEZZA dei Portoghesi, così marcata da sembrare ostentata, ogni volta che pronunciavano, con un filo di voce, quasi sottomessi, “Obrigado, Obrigada …” Una gentilezza che mette soggezione. Il VENTO dell’Oceano, carico di profumo di mare, così forte da provocare fastidio, così intenso da saturare i sensi e farti sentire parte di tutto ciò che ti circonda. Il RUMORE dell’Oc...

Planando

L'isola vista dal promontorio è un'arazzo che la natura e l'uomo hanno tessuto a quattro mani lungo un tempo infinito guidati, forse, più dal caso che dalla ragione. Nella preziosa trama di questo racconto vivente i boschi dominano la scena: sono i riccioli scomposti sulle cime delle alture che si elevano tenaci dal mare, i ruvidi maglioni fatti dalla nonna che proteggono le loro robuste spalle dagli artigli di nuvole plumbee, i calzari che ornano le scogliere, eterne compagne di gioco delle onde. Su questo sfondo che respira senza sosta al ritmo della brezza salmastra, altezzose ville fanno bella mostra di sé in bilico su strapiombi, civilizzati uliveti ammiccano a selvaggi mantelli di macchia mediterranea, lettini e ombrelloni attendono la fine della stagione mantenendo obbedienti le geometriche posizioni a loro affidate su piccole falci di rena rosa, soffici resti di antichi contrafforti di granito. Qua e là, la poesia è punteggiata da piccole concessioni all'utilit...

Cieli

Da come sprona il suo cavallo quel cavaliere sembra avere una gran fretta, il lungo collo tutto teso in avanti, la lancia e il braccio che la regge a stento rimangono attaccati a quei corpi che paiono saette. Chissà che dispaccio importante giace in quella borsa, affari di stato o magari di cuore? Mah! Impossibile dirlo. Ma deve stare attento il cavaliere, attento che uno di quei balzi poderosi non la facciano cascare quella borsa, non se accorgerebbe di sicuro e il dispaccio sarebbe così perduto per sempre con conseguenze, anche queste come il suo contenuto, inimmaginabili. Mi rendo conto solo ora che davanti al cavaliere giace un mare immenso e, come sembra dirci l'intensità del suo blu, profondo, molto profondo. Lunghe barbe di schiuma vaporosa rimangono impigliate nelle zolle di terra e nel brillìo del verde che l'erba medica riverbera generosa. Cosa conta di fare quel pazzo, spingere il suo destriero indiavolato e galoppare sulla quella superficie di cobalto come se nulla...

La prima escursione di Giovanni

Giovanni non riesce a chiudere gli occhi, la stanza è buia, nella casa c’è ancora silenzio. Certamente il babbo e la mamma dormono ancora. Altrimenti avrebbe sentito gli appena percettibili rumori che fa la mamma quando si muove per preparare la colazione. Appoggia dolcemente la tazza sul piano della cucina, il cucchiaino, apre lo sportello dei biscotti, facendo la massima attenzione, ogni mattina, per non farsi sentire. Ma i superpoteri di Giovanni fanno sì che, dalla sua camera, lui sappia, sempre, esattamente cosa la mamma stia facendo in quel momento. Non si sente ancora il buon odore di caffè che riempie la casa e rende ancora più piacevole il risveglio. E’ evidente che dormono ancora tutti e alla fine, Giovanni sa, che si farà tardi. Ha sentito un sospiro, qualcuno si muove nel letto. E’ suo fratello Giacomo. E’ tornato da poco, e lui sì che dorme, ha fatto tardi come tutti i sabato sera. Tanto poi dormirà fino a mezzogiorno. Lui non verrà con noi. Non ha voglia. Sono due notti c...

Energia pulita

Ed eccomi a casa, appena rientrato da una importantissima missione: pulire il Mondo! Ad essere onesti, nella realtà io mi sono limitato ad accompagnare ventuno giovanissimi supereroi che, loro sì, hanno portato a termine la missione con una dedizione a dir poco travolgente. Dopo la breve presentazione di Mauro che a scuola ha elencato i differenti tipi di rifiuti e i relativi tempi di degradazione nell'ambiente, la squadra è uscita in paese armata di guanti, sacchetti e di un'inesauribile energia, l'elemento decisivo. Non appena è stato dato il via alla caccia e il piccolo plotone si è impossessato dei lati della strada, per i rifiuti non c'è stato scampo.  Avete presente quei grandi formicai perennemente circondati da nugoli di operaie indaffaratissime, ognuna con un prezioso nonsoché tra le zampine da portare senza indugio in posto preciso? Ecco, è proprio così che si sono trasformate le vie di Quercegrossa adiacenti la scuola elementare. Con una differenza però: le f...

Abruzzo - agosto 2024

Siamo tornati in Abruzzo, pronti ad assaporare cose viste e conosciute. Il viaggio è lungo, strade tortuose, paesi arroccati, sospesi. Nello spazio e nel tempo. Arriviamo a destinazione come i velocisti nei tapponi di Montagna, appena entro il tempo massimo. Maurizio ci aspetta, ci aiuta a raggiungere l’albergo. Il mattino dopo ci aspetta l’escursione più difficile. Il tempo della cena, Zuppa di Fagioli e Orapi (dovrebbe suonare tipo “zup’e de Fasol’e cull’orap’e) e Arrosticini di Benvenuto e subito dobbiamo affrontare il “grave” problema del pranzo al sacco. A Civitella Alfedena il pane arriva due volte a settimana!! Si risolve, partiamo un po’ più tardi. Diamo le radioline agli accompagnatori, e alla Guida, Maurizio. Lui la guarda perplesso. Si parte. La salita, appena usciti dal Paese, è subito ardua. Il gruppo si muove al solito in fila indiana. Le soste per fortuna sono frequenti e ben gestite da Maurizio che ad ogni fermata racconta… Ma non usa la Radio!! NON SI SENTE!!?!! IN FON...