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Natura senza barriere

Non è stato un cammino come gli altri. L’ho percepito subito, appena arrivato nel piazzale del campino, che questa volta c’era qualcosa in più. Più persone, innanzitutto, tanta, tantissima gente che si è presentata con il sorriso della festa, quello per le occasioni importanti, avvolgendo la mattina di una gioia che ha camminato con noi dall’inizio alla fine, c’erano le joelette, meravigliosi grovigli di meccanica e umanità e c’erano le magliette coloratissime delle associazioni, tante, che hanno voluto partecipare. E poco dopo, quei puntini di colore hanno cominciato a intrecciarsi sul percorso formando una trama, piccoli nodi di un tappeto il cui disegno era chiaro a tutti. Ed è stato un cammino vero, non un’imitazione: gli accompagnatori hanno guidato un gruppo eccezionalmente numeroso che ha scarpinato, sudato, riso, persino pianto, quando la ruota di una joelette sembrava non volerne sapere di restare gonfia e, alla fine, meritatamente, mangiato e bevuto. Se devo scegliere u...

Subito dopo

Sono passate da poco le 17.00 di questa bella domenica di sole e sto tagliando il traguardo di un percorso che oltre a tre giorni di calendario ha attraversato tante altre cose, fuori e dentro di me. Il risultato? Sono soddisfatto, sazio di una sazietà perfetta, felice e compiaciuta.  E come sempre in questi momenti, avverto che le parti del mio corpo stanno già sfogliando i loro personali album dei ricordi.  I muscoli, soprattutto quelli delle gambe, mi fanno tornare a percorrere sentieri di terra e sassi, ad avanzare nel bagliore delle strade bianche e sul nero dell’asfalto, a rivivere le tensioni delle salite e delle discese (il cui gradimento con l’avanzare dell’età si è invertito), a confermare l’innata simpatia che invece continuano ad ispirarmi i tratti in piano. Mi ritrovo a scavalcare pozzanghere di acqua e di fango, radici che affiorano, a rialzarmi maledicendomi dopo una breve pausa durante la quale mi sono incautamente seduto (mai, Andrea!) oppure a gioir...

Ricavo

Oggi Chianti. Non è l’agenda di un alcolista dal palato fino, è il programma odierno di Camminando. “Camminando”, così ormai mi viene da chiamare questo gruppo, e sono contento di questa spontanea confidenza, vuol dire che ormai gli do del tu, che sento di farne parte per davvero.  La partenza è tra Castellina e San Donato, in un punto panoramico al lato di una strada che la bicicletta mi ha reso familiare. Il percorso si snoderà nelle campagne che si allungano a nord ovest, verso Panzano. Il cielo sopra di noi è bello, ma l’orizzonte è fosco, quasi corrucciato, come la fronte di uno pieno di pensieri. Gli zaini sono tutti in spalla, i bastoncini allungati, le scarpe allacciate come si deve, ma non si parte; bisogna aspettare qualcuno che si è perso tra Quercegrossa e qui. Mauro prende la parola e come un dj navigato riempie il buco nella programmazione. In cuor mio ringrazio i ritardatari perché ricordano alla mia ottusa compulsività che almeno nei giorni di festa all’orologio è b...

Du giorni, du Sassi

E per due giorni la compagnia si spinge a est, per giocare a mondo con i confini di tre regioni. Badia Tedalda ci regala un piccolo museo, zeppo di informazioni e di ricordi di queste terre tenuti insieme dalla passione, tanta, di chi lo ha costruito e ce lo mostra con orgoglio. È da lì che cominciamo il cammino. Gli orizzonti si allargano, il vento soffia forte, così forte che quasi non ci accorgiamo del sole che splende con grande impegno. Il percorso che seguiamo sembra la prova d’esame di un corso per contrabbandieri: mai scavalcati così tanti fili spinati in vita mia. I resti della linea gotica sono in realtà poca cosa, ma le immagini che riempiono i telegiornali in questi giorni mi rendono semplice immaginare come dovesse essere dura la vita qui in quei giorni bui. Scivoliamo verso Pennabilli. Ci aspetta un albergo dove il tempo sembra riuscire a passare senza lasciare traccia. Il paese, esplorato prima di cena sotto la sferza del vento che ora si è fatto quasi minaccioso, ci r...