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Re Muccione

Quando qualche giorno fa ho letto il volantino di presentazione dell'escursione ho immediatamente sentito la pigrizia che alberga in me soffermare la lente di ingrandimento sull'orario di ritrovo - istantaneamente tradotto nella dolorosa ora in cui avrei dovuto puntare la sveglia - sulla lunghezza del percorso e del tragitto in auto. Funziona così la mia pigrizia, non mi affronta in campo aperto, non mi fissa impavidamente negli occhi mentre sostiene le sue istanze, no, al contrario, appare e scompare silenziosa lasciando subdolamente sul terreno dietro di sé dubbi, piccole paure, disagi veri o apparenti e una serie di "per carità, poi vedi tu, ma dipendesse da me ci penserei bene ..." posizionati strategicamente in modo da farmi vacillare fino alla rinuncia. Fortunatamente quello che la mia pigrizia non ha ancora capito (o che ha ormai saggiamente accettato) è che dal momento che ci frequentiamo da diversi decenni, così come lei conosce me, io conosco lei e che di co...

La mite rivincita del Grigio

Dal dizionario Treccani:  Grigiore [sostantivo maschile, derivato di grigio] - 1 - Aspetto di ciò che è grigio 2 - Monotonia, noia, tristezza Sarà per la mia inclinazione a simpatizzare d'istinto per il Davide di turno (anche quando non mi spifferano in anticipo che Golia poi stramazzerà al suolo), a tifare per la squadra sotto di tre gol, insomma, più in generale per le cause più perse che vinte, ma questa mattina il grigiore che ci ha accolto in piazza dei Macelli mi ha fatto subito simpatia. Ho pensato: beh, con un bel sole, l'aria asciutta e frizzantina e la tavolozza dei colori al gran completo sono capaci tutti di fare bella figura, vediamo un po' questo posto cosa riesce ad inventare con quel poco che il convento gli passa oggi.  E subito è partito il mio tifo: "Forza Grigiore, dai, facci vedere cosa sai fare!" E così, la numerosa comitiva (più di quaranta scarpinatori oggi, bravi!) si incammina lasciando dietro di sé , quasi fosse una nave, una scia di...

Quella sporca dozzina (di gradi)

Non fatevi ingannare dal titolo, non è stato un fine settimana freddo. Tutt'altro.  Certo il destino (per chi tra voi crede nell'esistenza di un Disegno che ci guida e comprende tutti), si è dato da fare non poco per convincerci che lo fosse.    Per iniziare, il venerdì mattina, ha fatto il solletico alle nuvole - notoriamente il loro punto debole - finché queste, arrendendosi a tanta giocosa sfrontatezza, hanno preso a lasciar cadere fiocchi di neve sempre più paffuti sul nastro di asfalto che porta al punto di ritrovo della comitiva, proprio quando questo inizia a farsi più ripido e tortuoso. Me lo immagino, il destino, che ci spia divertito mentre, nonostante il furioso dispiegamento di tutta la tecnologia tascabile a nostra disposizione e l'aiuto di due carabinieri tanto volonterosi quanto male in arnese, riusciamo nella difficile impresa di parcheggiare le nostre quattro autovetture in ben tre posti diversi, neppure tanto vicini tra loro. Ma si sa, quando il gioco si...

Arezzo (col naso all'insù)

Giro la chiave dell'auto e il cruscotto si illumina, diligente come sa esserlo solo una macchina. Il mio occhio corre veloce nell'angolo in basso a destra, quello della temperatura: il segno meno si pavoneggia con fare un po' spaccone davanti a un 3 che, al contrario, mogio, sembra implorarmi di credere che lui non c'entra.  Mi guarda, il Meno, direi di più, mi sfida: "Dai, Andrea, fammi vedere se hai il coraggio di uscire di casa. Sappi che io da qua oggi non mi muovo!". Non sa con chi ha a che fare, questo Meno. Bisogna capirlo, è il primo di quest'anno, è ancora giovane e suoi modi guasconi più che freddo mi ispirano una paterna tenerezza. Alzo la lampo della giacca fin sotto il mento e parto. Giungiamo ad Arezzo. La comitiva, infagottata e sorridente, lascia il parcheggio fiduciosa. Sopra di noi il cielo pare smaltato; l'azzurro ha un'intensità benaugurante. Ci fermiamo sotto la Torre del Gnicche. Dalla finestra si sporge un alberello vestito...